Modelli·Premi e welfare aziendale

Imposta sostitutiva sui premi di produttività

Attestazione dei redditi dell'anno precedente, o rinuncia, ai fini della tassazione agevolata dei premi di risultato (L. 208/2015).

Firmata anche dal lavoratore

Quando si usa

È il modulo che consente di applicare al premio di produttività l'imposta sostitutiva agevolata invece della tassazione ordinaria. Senza questa attestazione il premio entra in busta paga tassato come una normale voce di retribuzione, e il vantaggio fiscale che l'azienda aveva in mente quando lo ha deliberato semplicemente non si vede. Il documento accompagna l'erogazione e ne giustifica il trattamento.

Si usa ogni volta che si sta per erogare un premio di produttività a cui l'agevolazione è applicabile. Il momento giusto è prima dell'erogazione: il modulo va consegnato in anticipo rispetto al cedolino che contiene il premio, e comunque tempestivamente. Non è un documento che si recupera dopo, a conti fatti. Conviene raccoglierlo insieme alla delibera del premio, così il fascicolo si chiude in una volta sola e non resta un pezzo mancante da rincorrere sotto elaborazione.

Una volta raccolto, va conservato dal datore di lavoro a supporto del trattamento applicato: è la prova che l'aliquota agevolata non è stata scelta a caso ma poggia su un'attestazione del lavoratore. Chi tiene i fascicoli in ordine se ne accorge solo quando arriva un controllo, ed è esattamente allora che serve. Va archiviato insieme agli altri documenti che riguardano quel premio, non disperso fra le carte generiche del rapporto, perché è lì che verrà cercato.

L'errore che costa è il ritardo. Un'attestazione che arriva dopo impedisce di applicare l'aliquota agevolata sul cedolino, e a quel punto il vantaggio non sparisce ma si sposta: il lavoratore dovrà recuperare la differenza in dichiarazione dei redditi, per conto suo e molti mesi più tardi. Tecnicamente non è un danno definitivo, praticamente è un premio che perde buona parte del suo effetto.

Il testo del modello

In evidenza i dati da inserire: quelli del dipendente e dell'azienda li prende Quadra dall'anagrafica, gli altri si indicano al momento di generare la lettera.

Oggetto: imposta sostitutiva sui premi di produttività e sulle somme erogate a titolo di partecipazione agli utili (art. 1, commi da 182 a 189, L. 28 dicembre 2015 n. 208) — anno 2026

Il/La sottoscritto/a nome e cognome del lavoratore, nato/a a luogo di nascita, residente in residenza, C.F. codice fiscale, dipendente di denominazione azienda, assunto/a il data di assunzione,

DICHIARA

quanto segue ai fini dell'applicazione dell'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle addizionali regionali e comunali.

1. Come funziona l'agevolazione

I premi di risultato di ammontare variabile erogati in esecuzione dei contratti aziendali o territoriali di cui all'art. 51 del D.Lgs. 81/2015, la cui corresponsione sia legata a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione misurabili e verificabili, nonché le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell'impresa, possono essere assoggettati a un'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle addizionali in luogo della tassazione ordinaria.

L'art. 1, comma 9, della L. 30 dicembre 2025 n. 199 ha fissato all'1% l'aliquota applicabile ai premi e alle somme erogati negli anni 2026 e 2027, entro il limite complessivo di 5.000 euro.

Possono beneficiare della detassazione i lavoratori del settore privato che nel corso dell'anno 2025 hanno percepito redditi di lavoro dipendente non superiori a 80.000 euro, al lordo dei premi e delle somme assoggettate nel medesimo anno a imposta sostitutiva.

2. Quando serve questa dichiarazione

Per i lavoratori in forza per l'intero anno precedente l'imposta sostitutiva si applica automaticamente, salva la rinuncia scritta alla tassazione agevolata.

La dichiarazione dei redditi è invece necessaria quando il datore di lavoro tenuto ad applicare l'imposta sostitutiva non è lo stesso che ha rilasciato la certificazione unica per l'anno 2025: è il caso di chi è stato assunto nell'anno 2025 senza conguaglio complessivo e di chi è stato assunto nell'anno 2026.

Vanno dichiarate anche le quote di reddito già tassate in misura agevolata durante l'anno in corso, in relazione a precedenti o contestuali rapporti di lavoro: il limite di 5.000 euro è complessivo e non si rinnova cambiando datore.

3. Dichiarazione del lavoratore

[ ] di aver percepito, a titolo di redditi di lavoro dipendente, nel corso dell'anno 2025, la somma di euro ______________ al lordo dei premi e delle somme eventualmente assoggettate nel medesimo anno a imposta sostitutiva, e di aver beneficiato dell'agevolazione in oggetto — in relazione a precedenti o contestuali rapporti di lavoro ricadenti nell'anno 2026 — per una quota di reddito pari a euro ______________;

[ ] di non volersi avvalere dell'imposta sostitutiva sui premi legati all'incremento della produttività e sulle somme erogate a titolo di partecipazione agli utili, in virtù della facoltà concessa dall'art. 1, comma 182, della L. 208/2015: tali quote di reddito saranno assoggettate a tassazione ordinaria.

Il/La sottoscritto/a è consapevole che l'imposta sostitutiva non può essere applicata oltre i limiti di importo e di reddito sopra indicati.

Cosa serve per compilarla

Da indicare al momento

  • Luogo di redazione(facoltativo)
  • Dichiarazione(facoltativo)
  • Redditi di lavoro dipendente dell'anno precedente (€)(facoltativo)
  • Quota già tassata in misura agevolata nell'anno in corso (€)(facoltativo)

Dal modello alla lettera firmata

In Quadra scegli il dipendente e la lettera si compila da sola: nome, mansione, livello, sede e date arrivano dall'anagrafica, tu aggiungi solo quello che cambia caso per caso. Esce un PDF pronto da firmare, che resta nel fascicolo del dipendente insieme a contratti, presenze e buste paga.

Il modello segue la legge in generale. Il CCNL applicato, gli accordi aziendali e il caso concreto possono chiedere termini o contenuti diversi: prima di usarlo su un rapporto vero, sentilo col tuo consulente del lavoro.